Dagli Imperatori al Tetto del Mondo: il viaggio che unisce la Cina e il Tibet mistico
Ci sono itinerari che si limitano a mostrare un Paese, e poi ci sono viaggi che collegano mondi apparentemente distanti sotto un unico, straordinario cielo. Quando pensiamo all’Asia Orientale, l’immaginazione si divide: da un lato le dinastie imperiali della terra del dragone, dall’altro il silenzio spirituale delle montagne più alte del mondo .
L’itinerario Cina & Tibet firmato Guiness Travel compie un piccolo miracolo di viaggio: unisce la grandiosità monumentale di Pechino e Xi’an alla spiritualità d’alta quota di Lhasa, la capitale del Tibet, per poi tuffarsi nell’iper-futurismo verticale di Shanghai . Un cammino lineare e fluido, progettato per il blog di chi ama le grandi narrazioni, dove la storia scritta nella pietra incontra la terra degli dei.
Pechino e i corridoi strategici del Celeste Impero
Il nostro viaggio prende il via a Pechino, una capitale che si rivela a strati, come una scatola cinese ricca di segreti. La prima vera immersione nella storia avviene nei dintorni della metropoli, lungo la Via Sacra che conduce alle Tombe Ming. Camminare sotto gli occhi di pietra delle colossali statue di guardiani e animali mitologici che sorvegliano il percorso fa comprendere l’assoluta devozione e il rispetto che i sovrani cinesi provavano verso l’aldilà.
Ma è davanti alla Grande Muraglia che la percezione del tempo cambia. Per questo percorso abbiamo selezionato il leggendario tratto di Juyongguan, una delle sezioni strategicamente più importanti dell’intera opera . Incastonato in uno stretto corridoio naturale che rappresentava l’unica vera porta d’accesso a nord verso la capitale, questo avamposto era fortificato fino all’inverosim . Le sue torri non erano solo punti di osservazione, ma nodi di una rete di comunicazione d’avanguardia: di giorno fumo, di notte fuochi, capaci di trasmettere segnali di allarme alla velocità della luce, secoli prima dell’invenzione del telegrafo .
Nel cuore della città, la Città Proibita continua il racconto del potere assoluto attraverso le geometrie della sua architettura . Con i suoi 720.000 metri quadrati e gli oltre 9.000 vani, il palazzo imperiale è un inno alla numerologia: il nove, simbolo dell’imperatore, domina ogni dettaglio, dalle borchie sui portoni alle decorazioni dei tetti, fermandosi simbolicamente a un passo dal diecimila, numero riservato esclusivamente alla perfezione del Cielo . La Pechino di Guiness, però, si esprime anche nella quotidianità: dal silenzio profumato di incenso del Tempio del Lama e dalle geometrie del Palazzo d’Estate, ci si ritrova la sera a passeggiare tra le lanterne di Qianmen Street e del quartiere storico di Dazhalan, dopo aver onorato la tavola con la tradizionale anatra laccata.
Xi’an: l’esercito d’argilla e la via delle spezie
Salendo a bordo del treno ad alta velocità, la Cina scorre fuori dal finestrino mostrando la sua transizione verso ovest. Arriviamo a Xi’an, la città dove visse a lungo Marco Polo e terminale della Via della Seta. Il legame tra questa metropoli e il commercio internazionale è evidente non appena si varca il Quartiere Musulmano. La sera, con l’accompagnatore Guiness, ci si immerge in un vero e proprio souk asiatico illuminato da insegne al neon, dove i profumi del cumino e della carne alla griglia si mescolano a quelli della tipica cena a base di ravioli cinesi.
Il giorno successivo è dedicato all’emozione più grande: l’incontro con l’Esercito di Terracotta. Questa immensa armata silenziosa, posta a guardia del Mausoleo del primo imperatore Qin Shi Huang, custodisce un aneddoto affascinante: gli archeologi continuano a scavare con estrema cautela perché i pigmenti colorati che ricoprono i guerrieri, rimasti intatti per oltre duemila anni nel sottosuolo, rischiano di sbiadire nel giro di pochissimi minuti a contatto con l’aria moderna . Una fragilità incredibile che contrasta con la possente imponenza della cinta muraria di epoca Ming – una delle meglio conservate al mondo – e la verticalità della Grande Pagoda dell’Oca Selvatica, prima di scoprire i segreti della lavorazione della giada, la pietra degli immortali.
Lhasa: sul Tetto del Mondo, dove il tempo rallenta
Un volo di linea ci porta là dove l’aria si fa più rarefatta e il cielo di un blu cobalto quasi irreale: Lhasa, la capitale del Tibet, la “terra degli dei”. Trovarsi al cospetto del Palazzo del Potala, che domina la valle dall’alto della collina rossa, è un’esperienza che tocca corde profonde e una delle più intense che si possa vivere in un viaggio organizzato in Cina Questa monumentale fortezza, per secoli centro del potere spirituale e temporale dei Dalai Lama, impressiona per i suoi muri bianchi e cremisi che sembrano nascere direttamente dalla roccia.
Poco lontano, il Tempio di Jokhang rappresenta il cuore più sacro del buddismo tibetano. All’esterno, lungo la strada Barkhor, si assiste al rito millenario della kora: i pellegrini giunti da ogni angolo del Tibet percorrono il circuito sacro attorno al tempio in senso orario, facendo girare le ruote della preghiera e sussurrando mantra.
Le giornate a Lhasa sono un viaggio continuo nella spiritualità e nella storia profonda di questo popolo. Visiteremo i grandi monasteri di Drepung e Sera; in quest’ultimo, se saremo fortunati, potremo assistere alle famose sessioni di dibattito dei monaci, che discutono di filosofia buddista nel cortile enfatizzando i loro argomenti con gesti rituali delle mani e battiti di palmi. Infine, il Norbulingka, l’antica residenza estiva del Dalai Lama con i suoi giardini, offre un’oasi di pace e di riflessione prima di salutare le alte vette.
Shanghai: il ritorno al futuro
Con un volo che fa scalo a Chengdu, l’itinerario compie un balzo temporale in avanti, atterrando a Shanghai, la metropoli del domani . Il contrasto con il misticismo tibetano è totale e stordente. Shanghai accoglie i viaggiatori con la sua energia instancabile e la sua doppia anima.
Da un lato, la stasi ordinata della Città Vecchia e del Giardino del Mandarino Yu, dove ponticelli a zig-zag (progettati secondo la tradizione per confondere gli spiriti maligni, capaci di muoversi solo in linea retta) conducono a tradizionali case da tè. Dall’altro, il Bund, l’elegante viale coloniale che si specchia sul fiume Huangpu .
Alzando lo sguardo dal Bund verso la sponda opposta, si ammira il distretto di Pudong: una distesa di grattacieli che fino agli anni Novanta era solo un’area di campi agricoli e che oggi ospita l’iconica Torre della Televisione . Una passeggiata serale lungo la scintillante Nanjing Road o tra i locali alla moda di Xintiandi chiude un cerchio perfetto, sospeso tra il passato dei grandi imperatori e le luci verticali del domani .
Il valore dell’organizzazione firmata Guiness Travel
Affrontare un viaggio che unisce la complessità logistica della Cina interna alle altitudini e ai permessi speciali del Tibet richiede una pianificazione impeccabile. Guiness Travel cura ogni dettaglio, dalla scelta dei voli di linea Emirates ai trasferimenti in treno ad alta velocità, fino alla selezione delle migliori guide locali.
La presenza costante dell’accompagnatore Guiness per tutta la durata dell’itinerario assicura la massima serenità in ogni momento del viaggio, dalle formalità aeroportuali alle passeggiate serali nelle metropoli illuminate. Un grande viaggio protetto, comodo e straordinariamente ricco di emozioni: la via per il Tetto del Mondo è aperta.